giovedì 1 aprile 2021

Il dramma della Passione di Cristo tra esordi del Cristianesimo e Rinascimento. Il ruolo dell’Abruzzo.

di Gabriella Izzi Benedetti 

Le testimonianze di drammi sulla Passione di Cristo nei primi secoli del cristianesimo sono scarse; era privilegiata l’idea della Resurrezione alla quale anche la predicazione degli Apostoli e di san Paolo attribuiva maggior significato,quale mistero della incarnazione divina e messaggio di redenzione e speranza. Anche a livello iconografico (oltre che letterario) viene proposta l’immagine di Cristo Pantocrate, Cristo Re,  in tutto il suo splendore, in grado di agire nell’immaginario dei fedeli più saldamente, a differenza dell’Uomo – Dio crocifisso e torturato; dunque in forma più trionfale che oggettivata sulla sofferenza in senso umano. 

Forse non era maturo il popolo dei fedeli ad adorare un’immagine di sofferenza e sconfitta, benché

domenica 7 marzo 2021

8 MARZO: nostro video su LA DONNA, IL TEMPO, LA POESIA con testo di Gabriella Izzi Benedetti

Letture Simona Cieri, Letizia Daniele, Raffaella Zaccagna. pianoforte Carlo Roselli.

Otto marzo 2021

L’otto di marzo è divenuto il simbolo della questione femminile da quando, nel 1910, la Conferenza Internazionale dei Movimenti femminili, tenutasi a Copenaghen, dedicò appunto l’8 di marzo di ogni anno alla donna, in memoria di 129 operaie morte nell’incendio di una

Personaggi della Vasto d’un tempo: Romualdo Pantini

 Personaggi della Vasto d’un tempo: Romualdo Pàntini

di Gabriella Izzi Benedetti

Romualdo Pantini fa parte del mio immaginario infantile. Nell’immediato dopoguerra ho ricordo di questo signore che mi pareva molto alto, non so se lo era, da piccoli tutto ci appare grande, e che arrivava nella casa di campagna a far visita soprattutto alle mie zie, Anna in Tosone e Rosa in Bile, ma poi come spesso avveniva, essendo i giardini contigui, dai loro approdavano nel nostro; pomeriggi sereni pieni di voci, scambio di vedute. Di questo anziano signore amavo la gestualità, il modo di parlare, anche se non tutto

domenica 21 febbraio 2021

Il contributo politico, civile, filosofico di BERTRANDO E SILVIO SPAVENTA

Bertrando Spaventa

 
Il contributo politico, civile, filosofico

di BERTRANDO E SILVIO SPAVENTA

 di Gabriella Izzi Benedetti

Il 2022 sarà anniversario da celebrare, non solo in Abruzzo,  per la nascita di Silvio Spaventa. Come già avvenne per l’anno della sua morte,1893,  Silvio  Spaventa venne ricordato nelle città dove visse e  operò come giurista e uomo politico, Bergamo, Roma, Napoli. 

Anche a Vasto la sua azione efficace fu celebrata e continuerà a esserlo. 

Bertrando, il fratello maggiore (1817-83) è forse meno noto, se non in ambito filosofico, ma non per questo si tratta di un personaggio minore e mi spiace non aver pensato di farne una rievocazione nel 2017 suo anno di nascita. 

Gli Spaventa, abruzzesi, nati a Bomba, appartengono al gruppo di quei personaggi dell’ottocento italiano distintisi per grandi capacità, per il senso etico e civico, virtù che non sempre brillano in personaggi politici, delegati all’amministrazione pubblica. 

Silvio Spaventa

Silvio Spaventa si è adoperato perché la giustizia fosse alla base dell’amministrazione pubblica e delle scelte politiche dell’unificando e poi unificato Stato italiano. Ha svecchiato nella giurisprudenza con leggi a cui tutt’oggi il diritto amministrativo si riferisce. Poliedrico,aprìnel 1846 col fratello Bertrando una scuola di filosofia che poneva in risalto l’importanza della dottrina hegeliana (Hegel fu il massimo esponente della corrente idealistica romantica) e che fu chiusa dalle autorità perché corrompeva i giovani diffondendo idee liberali. Fondò giornali, prese parte a una insurrezione liberale in Calabria, per cui fu costretto a riparare a Firenze dove si legò in amicizia con Gino Capponi e Giovan Pietro Vieusseux. Tornato a Napoli, sostenitore della “rivoluzione” napoletana come contributo al Risorgimento italiano, ispiratore della società segreta Unità Italiana per creare una rete di liberali nella penisola, venne condannato a morte, ebbe poi la pena commutata in ergastolo, infine ridotta a sette anni di carcere, scontati il quali, condannato all’esilio. Riuscì a fuggire e riparò a Firenze

lunedì 8 febbraio 2021

Il soldato abruzzese che divenne santo: straordinaria parabola della vita di San Camillo de Lellis

Il soldato abruzzese che divenne santo: straordinaria parabola della vita di San Camillo de Lellis

di GABRIELLA IZZI BENEDETTI

Fra i tanti abruzzesi meritevoli, uno a mio avviso li supera tutti: San Camillo del Lellis, un personaggio fra i più generosi che la Chiesa vanti, proclamato per la carità verso sofferenti e moribondi “celeste patrono di tutti gli infermi e di tutti gli ospedali”, invocato nelle litanie degli agonizzanti. 40 anni di dedizione assoluta; fondatore dell’Ordine “Ministri degli infermi” (camillini) il cui distintivo è una Croce rossa. 

Chi lo immagina fra difficoltà, disagi, ostilità, vivere la vita di infermiere come missione e infondere agli altri una mentalità missionaria, servizievole, fino ad allora inusitata, fa fatica a collegare il buon samaritano con il soldataccio, l’avventuriero, il giocatore d’azzardo, il giovane superbo e sprezzante. 

Fu conversione improvvisa la sua? In parte sì, anche se l’insegnamento materno aveva lasciato il segno e non di rado crisi di pentimento, desideri ascetici affioravano in una natura ribelle e passionale, pronta a riprendere il sopravvento. 

Nato a Bucchianico in provincia di Chieti il 25 maggio 1550 dai nobili Giovanni e Camilla de Compellis, seguì, nemmeno diciottenne, il padre, capitano di Carlo V. Si arruolò sotto le bandiere di Venezia contro i Turchi. Orgoglioso e intollerante, si distinse in molti fatti d’arme e molti duelli; fu al seguito di Giovanni d’Austria, a Zara, a Corfù,sotto il comando del regno di Napoli e di quello di Spagna. In seguito, unitosi a una compagnia di ventura militò in Africa. Al tempo delle lotte contro i Turchi aveva riportata una ferita al piede, molto dolorosa, dalla quale non era mai guarito, e che l’aveva costretto a una lunga degenza presso l’Ospedale san Giacomo in Roma. Il primo slancio di volontariato nacque allora, ma molto contraddittorio: passava dalla dedizione all’insofferenza al litigio; si eclissava per lunghe partite a dadi o carte. Fu proprio la passione per il gioco a ridurlo in povertà. Come rifarsi delle perdite subìte? A quell’epoca un soldato si rifaceva col bottino di guerra, il saccheggio. Si litigava per cause anche pretestuose pur di acciuffare le ricchezze altrui crudeltà e violenze dilagavano. Era questo il mondo di Camillo. (…Ma è veramente cambiato qualcosa al giorno d’oggi?).

La vera crisi avvenne a Manfredonia, dopo aver ascoltato le parole di un religioso, sulla carità. Ecco, come Saul sulla via di Damasco, come Francesco pellegrino a Roma, come le personalità di livello superiore che riescono a convogliare nell’eroico le grandi doti disperse in mille rivoli di umana miseria, Camillo si riscatta dalla disperazione e dall’abbrutimento e chiede “Dimmi o Signore cosa vuoi da me”.

Il giovane bellissimo, alto e forte, il dissoluto, che a 25 anni si trova orfano e povero, supera orgoglio e vanità e raggiunge nell’annullarsi una grandezza che mai avrebbe conquistato con la più grande conquista terrena. Sarebbe stato molto più semplice cercare di nuovo ricchezza con i bottini, sfruttare la sua forza e la sua bellezza. Ma la sensibilità di Camillo si è affinata, la piaga maligna che gli dà il metro della sofferenza lo spinge ad affratellarsi con tutto l’umano soffrire. Dalla solitudine interiore arriva all’amore universale. Entra nell’ordine dei cappuccini ma l’asprezza dell’abito monacale rende insopportabile il dolore della ferita al piede. Nonostante, è deciso a lasciare il mondo; e il ritorno al san Giacomo a Roma per curare la ferita, sarà il ritorno decisivo alla vocazione per l’assistentato; con ben altro spirito. 

Si dedica ai malati senza soste. E’ nominato Maestro di casa, ruolo di molta responsabilità. Cosa fossero gli ospedali a quei tempi non è da noi immaginabile: a stento dietro lauti compensi qualcuno si assoggettava ad assistere i malati; spesso si era obbligati a costringere i detenuti a scontare la pena occupandosi dei poveri malati al posto dei lavori forzati. Spesso i malati erano lasciati senza cibo per giorni e morivano d’inedia; spesso persone in coma o deliquio erano prese per morte e sepolte vive. Rari erano i sacerdoti che si occupavano di confortare e assistere.

Camillo entrò nel vivo dell’opera di rinnovamento come un ciclone; con il suo carattere rigido e focoso. Regolò il servizio degli infermieri con assistenza continua e sicura; vigilava e spiava perché tutto fosse secondo regolamento; spesso si nascondeva sotto i letti per verificare il comportamento degli infermieri. Ingaggiò lotte indicibili perché i cibi fossero sani e ben cotti; si era reso conto che era facile gioco per gli approvvigionatori inviare cibo avariato, tanto nessuno controllava. Ma tutto questo, da solo, era troppo arduo. 

Ebbe una felice intuizione, costituire una Congregazione. E lottò per questo: diffidenza dei superiori, ostilità dei malevoli, pregiudizi dei cosiddetti benpensanti. Era un laico, dopotutto. E così questo laico, a 32 anni, coraggiosamente tornò a scuola, tra i ragazzi, intraprese studi di latino nel Collegio romano. Tra il 1582 e l’84 riuscì a essere ordinato sacerdote. Due anni dopo, 1586, Sisto V approvò la Congregazione e permise il distintivo sull’abito: una Croce rossa. Nel ’91 Gregorio XIV elevò la Congregazione a dignità di Ordine. I Ministri degli infermi emettono oltre ai tre voti comuni a tutti i religiosi, anche quello di assistenza a infermi di qualunque malattia, anche contagiosa.

Camillo, divenuto prefetto generale dell’ordine, a vita, fu modello di magnanimità e abnegazione. Rude, col suo passato di soldato, impose una forte disciplina. Aveva un concetto altissimo dell’Ospedale. Spesso era lui a chiedere perdono agli infermi e benedizione celeste. Furono 40 di fatiche eroiche, da far pensare a una fibra fortissima quale non era più, perché altri malanni, da lui chiamati “misericordie di Dio” si erano aggiunti.

Negli ultimi tempi non dormiva più di 2 -3 ore per notte; il resto era assistenza. E non operò solo in Roma, ma in moltissimi centri come Milano, Firenze, Napoli, Genova, Bologna per nominare i più popolosi. E ugualmente compassionevole era verso gli animali che medicava e sfamava.

La carità di Camillo andava oltre la sofferenza fisica; cercava di alleviare le sofferenze dell’anima. La sua fatica di “infermiere meraviglioso” trovava il compimento nella capacità di restituire dignità e benessere spirituale ai malati. I più grandi trionfi da lui ottenuti sono stati quelli della riabilitazione dell’individuo in seno alla società.

Tornato da Genova a Roma il 13 ottobre 1613, molto malato, sostenuto a braccia, andava a confortare i sofferenti. 

Morì il 14 luglio 1614, mentre una gran massa di poveri piangeva davanti alla casa religiosa dei Ministri degli Infermi e pregava per la guarigione dell’”Angelo di Roma”. Un angelo che viene dall’Abruzzo.

Gabriella Izzi Benedetti

domenica 31 gennaio 2021

Strano ma vero: quei difficili termini "uastarule" sono tutte parole di origine latina!

 Ma chi Uastareule! Nu parleme lu Latèine!

Autore TITO SPINELLI

I giovani di oggi e i non vastesi si meravigliano molto quando ascoltano qualche termine dialettale che si discosta molto dall’italiano. Ma loro non sanno che le parole, come la toponomastica, rivelano sempre storie molto antiche. 

Bene ha fatto Tito Spinelli a concludere il suo "Lessico del Dialetto Vastese" (Cannarsa 2008) con una sezione dedicata alle etimologie, dove si spiegano tante curiosità.

Per capire di cosa stiamo parlando facciamo alcuni esempi di strani termini vastesi che  vengono dal latino.

Abbulé, indebolire, latino abolere

Chicacce, zucca, lat. cucucja

Felle, fetta, lat.offella

Filèine, fuliggine, ragnatela, lat. felinea

Frussiàune, raffreddore, lat . flussio-onis

Jachile, corda del basto, lat. jaculum

Mucurecce, muffa, lat. mucor

Pinnazze, ciglia, lat. pinnacula

Tijèlle, tegame, lat. tegella

Zuffunnà, sprofondare,  lat. subfundare

 Se la cosa vi incuriosisce vi suggeriamo di continuare lo studio nel prezioso volume di Tito Spinelli!

NDA

martedì 26 gennaio 2021

Istonio Marina: "I confinati sulla battigia"

Il timbro del Campo di Concentramento di Istonio Marina
(il temine "concentramento" è usato dal
governo fascista per indicare l' Internamento)
  
Società Vastese di Storia Patria    GIORNO DELLA MEMORIA 2021
Il ricordo di Tito Spinelli dei suoi incontri alla Marina


I confinati sulla battigia

Ultimata la salpata della sciabica più o meno alle nove del mattino, ritirato in secco il battello e cominciata la pulizia delle reti, io mi facevo trovare da mio padre ai bordi di un rigagnolo melmoso che ancora oggi affligge l’arenile vastese. Allora toccavo sì e no i nove anni. Mio padre mi veniva incontro col suo pescato di sarde e di aguglie per avviarci verso il Trave per prendere la via di casa. Spesso si fermava a confabulare con uomini che giocavano a bocce sulla battigia. Erano confinati politici, perlopiù socialisti e comunisti. Malgrado la mia età ero fin troppo curioso e cercavo di afferrare qualche brano della loro conversazione. Però era più il francese a sovrapporsi all’italiano, dato che mio padre era espatriato nel ’23 essendo oppositore del nuovo regime che sempre più si andava trasformando in dittatura. Le leggi razziali erano già in vigore e mio padre, nella sua esperienza d’oltralpe durata sette anni, aveva notato una espressa ostilità antisemita da parte di intellettuali che confluivano – come seppi più tardi – nell’Action Française"; e sperava che la guerra non scoppiasse perché – lo intuiva – gli ebrei sarebbero stati i primi a subirne le conseguenze. Anche quei confinati non si sentivano sicuri nel loro stato, e lo dicevano apertamente; finché una vociaccia di scherano del regime veniva a vomitare minacce nei confronti di chi avesse preso contatto con i confinati. Così, lasciata la spiaggia, io e mio padre ci inerpicavamo su per la scogliera e riprendere il sentiero fino a un passaggio a livello incustodito e là, talvolta, sostavamo per treni di passaggio; per lo più treni merci. E mentre i vagoni si susseguivano sulle rotaie, io e mio padre mai avremmo pensato che nel giro di pochi anni quei vagoni, stipati di esseri umani come bestie, sarebbero stati dirottati verso stazioni senza ritorno.
Tito Spinelli

GIORNO DELLA MEMORIA 2021: una riflessione "per non dimenticare" e ricordo di Raffaello Giolli internato a Vasto

GIORNO DELLA MEMORIA 2021

Per non dimenticare

Un ricordo di Raffaello Giolli, noto critico d’arte, internato a Vasto nel 1940, liberato, arrestato di nuovo a Milano nel 1944 e deportato a Mauthausen, dove morì il 6 gennaio 1945.

di Gabriella Izzi Benedetti

Il 27 gennaio di ogni anno, giornata – anniversario mondiale della Memoria, ha il merito di tributare un omaggio ai milioni di individui, di ogni razza, confessione, ideologia,vittime di violenza cieca, e trasmettere un’esortazione: che una delle più terribili pagine della storia non venga dimenticata. Una pagina di orrore e liberazione, poiché in quel giorno, 27 gennaio 1945,  il campo di sterminio di Auschwitz venne liberato e si palesò con raccapriccio ciò di cui quei luoghi erano stati testimoni e depositari. Si deve all’impegno di Furio Colombo se questa celebrazione è stata istituita in Italia nel 2000. Ratificata con la risoluzione 60/7 dall’Assemblea generale dell’ONU il 1° novembre 2005.

In una cerimonia molto sentita, due anni fa, in occasione della ricorrenza del Giorno della Memoria, fu posta presso il Liceo scientifico R. Mattioli una pietra d’inciampo per commemorare Raffaello Giolli, il raffinato critico d’arte piemontese confinato a Vasto, allora Istonio, assieme al figlio Paolo, per le sue idee antifasciste, e che morì a Mauthausen nel 1945. Pietre d’inciampo gli hanno dedicato molte città; tra esse non poteva mancare Milano, dove

martedì 19 gennaio 2021

7 gennaio 1797 : nasce il Tricolore !


 

Il dramma della passione nel Medioevo abruzzese

Da IL VASTESE ottobre 2002 

Un volume di grande pregio di Gabriella Izzi Benedetti

Il dramma della passione nel Medioevo abruzzese

"II dramma della Passione nel medioevo abruzzese", edito da Bulzoni Editore di Roma, nella collana Biblioteca di Cultura/631, scritto da Gabriella Izzi Benedetti, vastese, attiva a Firenze, sulla produzione delle sacre rappresentazioni.

L'autrice, prima d'ora si era occupata della produzione di opere sue, liriche, letterarie, romanzate, penetra nei temi sacri la cui attualità trova giacimenti ampi e significativi, che attendono d'essere riscoperti ed approfonditi ulteriormente, anche per convenire, come giustamente sottolinea la scrittrice, che l'Abruzzo vanta, quantitativamente e qualitativamente, un patrimonio che

Nel 1998 la nascita del Club Unesco di Vasto presieduto da Puccio Benedetti

Nel 2014 il Club fu intestato al 
suo fondatore Ing. Puccio Benedetti
 
Una delle più prestigiose associazioni cittadine è il Club UNESCO di Vasto fondato nel 1998 dall'ing. Puccio Benedetti ed un gruppo di amici. 
Dopo qualche giorno dalla fondazione giunse la triste notizia dell'improvvisa scomparsa di uno dei principali animatori: l'ing. Michele Benedetti, archeologo e fotografo di valore.  Gabriella Izzi Benedetti ne ricordò la figura su Vasto Domani nella stessa pagina in  cui si riportava la notizia della nascita del Club.  Ripubblichiamo i due articoli. 


da Vasto Domani aprile 1998
Il primo Club UNESCO dell'Abruzzo approda a Vasto

Una cittadina culturalmente vivace come la nostra, dal 16 febbraio scorso ha maggiormente allargato le prospettive d'inserirsi fra le migliori realtà culturali d'Abruzzo.
Infatti, un gruppo di cittadini qualificati, già l'anno scorso, si era riunito per gettare le basi di quella che oggi è divenuto il primo Club Unesco della nostra Regione ed è stato ufficializzato grazie all'autorizzazione della FICLU, (Federazione Italiana dei Club Unesco) che a sua volta fa capo alla FMACU (Federazione Mondiale Associazione Club e Centri UNESCO), comprendente ben 5000 club in centoventi paesi del mondo e facente capo all'UNESCO, con sede a Parigi.

lunedì 18 gennaio 2021

L’EREDITA’ ARTISTICA DI VINCENZO CANCI

Ricordiamo la figura del pittore Vincenzo Canci (1911-2003) con due articoli di Gabriella Izzi Benedetti: il primo scritto nel 2003  in occasione della sua scomparsa; il secondo  antecedente, pubblicato in occasione di un'importante rassegna.

Da VastoDomani  Giugno 2003

L’EREDITA’ ARTISTICA DI VINCENZO CANCI

di  Gabriella Izzi Benedetti

 La vita di Vincenzo Canci, se fisicamente si è conclusa per la legge naturale che ci accomuna tutti, prosegue attraverso la sua opera, nelle realizzazioni pittoriche che offrono testimonianza della sua qualità di uomo e di artista. Egli continuerà a trasmetterci per il tempo a venire ciò che il suo personalissimo approccio con la realtà ha assorbito, filtrato, interiorizzato.

domenica 17 gennaio 2021

Storia: "1844, nascita dello spedale comunale di Vasto"

Un volume da un inedito manoscritto del dottor fisico vastese Luigi Marchesani

da "Il Vastese" gennaio 2000

 di GIUSEPPE CATANIA

Con il patrocinio della ASL Lanciano Vasto, a cura del Club Unesco Città del Vasto, Lions Vasto Host, Rotary International Vasto, Lions Vasto Vittoria Colonna, Municipalità di Vasto, Fondazione Carichieti, è stato presentato il volume, di cui sono autori Puccio Benedetti e Gabriella Izzi Benedetti, dal titolo "1844 Nascita dello Spedale Comunale del Vasto" edito da "II Nuovo", con stupenda artistica copertina del pittore Luciano Tosone.

sabato 16 gennaio 2021

Giubileo di Vasto: ogni anno la terza domenica di gennaio, ecco la storia

 da noivastesi

Questa sera alle 17.45 l'apertura del Giubileo con il passaggio della porta giubilare di San Pietro, accompagnato dal rintocco della campana grande.

La storia del Giubileo di Vasto su NoiVastesi   

di LINO SPADACCINI

link 

https://noivastesi.blogspot.com/2021/01/stasera-si-apre-il-giubileo-con-il.html

martedì 12 gennaio 2021

IL BEL PAESE TRA INNOVAZIONE E RESTAURO: IL PENSIERO DEL COMPIANTO ING. LUCIANO TOSONE, TUTTORA MOLTO ATTUALE

Vasto: il castello caldoresco e il grattacielo
di via San Michele degli anni '60 
da IL NUOVO febbraio 2000

IL BEL PAESE TRA INNOVAZIONE E RESTAURO. Il parere di un esperto, l'ing. Luciano Tosone

L'Italia è, per definizione, il bel Paese. Ma se la definizione affonda lontana nel tempo, certamente "bel paese" la nostra terra è divenuta un po' per volta, grazie alla tendenza, tipicamente italica, del gusto e della misura. Misura classica, certo, ma anche senso del fantastico all'interno di una sensibilizzazione della dimensione ambientale. 

Circolando per l'Italia si ha il metro della civiltà intrinseca alla nostra gente che, pur non partendo da regie e composizioni scenografiche d'insieme, ha seguito volta per volta indicazioni e criteri e suggerimenti dalla spazialità naturale, dalla densità dei colori, dalla struttura geologica, non ultimo da sollecitazioni climatiche e olfattive perfino.

Questa sensibilità comune, se pur non imposta né codificata, ha portato ciascuno nel proprio settore a capacità realizzative di grande armonia, di finezza, di equilibrio, di competenza.

LUCIANO TOSONE PREMIATO ALLA BIENNALE D'ARTE DI FIRENZE 1997

Loggia Amblingh, Luciano Tosone

Nel 1997 Luciano Tosone partecipò con successo alla prima Biennale internazionale dell'Arte Contemporanea di Firenze, divenuta poi la famosa "Florence Biennale". 
Ripubblichiamo un dettagliato articolo sull'evento.

Da VastoDomani dicembre 1997

Artisti vastesi a Firenze: Luciano Tosone premiato col medaglione realizzato dallo scultore Mario Pachioli

La Biennale internazionale dell'Arte contemporanea che dal 6 al 14 dicembre scorso si è svolta a Firenze, non è solo una delle innumerevoli iniziative che rende questa città punto di riferimento per

venerdì 8 gennaio 2021

Epidemie nella storia: da Omero a Manzoni

L'attuale coronavirus ha prodotto numerose riflessioni sulle  epidemie che hanno attraversato la storia dell'umanità. Lo storico prof. Antonio Mucciaccio, socio del nostro sodalizio, la scorsa primavera ha scritto una interessante ricostruzione storica su questi flagelli dai tempi di Omero fino al Manzoni. E' uno studio documentato che volentieri proponiamo ai nostri lettori. 

LETTURE IN QUARANTENA

da Omero a Manzoni

di ANTONIO MUCCIACCIO

giovedì 7 gennaio 2021

Racconto: RICORDO DI MIO PADRE

L'ing. Antonio Izzi ( a 29 anni)
A Vasto molte opere pubbliche sono legate al nome dell’ing. Antonio Izzi (1898-1941). Opere a tutt'oggi riconoscibili per le loro armoniose linee architettoniche come il Politeama Ruzzi; il Castello Aragona; uno dei palazzi scolastici in corso Italia; l’Albergo Nuova Italia; diverse palazzine lungo il corso e alcuni eleganti villini alla Marina. A cui vanno aggiunte altre importanti strutture come  l’Acquedotto del Sinello e il Campo Sportivo Aragona.  Purtroppo Izzi è scomparso prematuramente all'età di 43 anni. 
Nell'articolo la figlia Gabriella racconta quei momenti e gli anni che seguirono. 

da VastoDomani agosto 1990

 La Prof.ssa Gabriella Izzi Benedetti, nostra concittadina residente a Firenze, ci invia questo articolo, in ricordo di suo padre, l'Ing. Antonio Izzi.

martedì 5 gennaio 2021

S. MARIA MAGGIORE: a dicembre 1720 (300 anni fa) si pregava per arrestare la diffusione della peste

Corsi e ricorsi storici. Alcuni sui social hanno voluto far rilevare la coincidenza che in ogni secolo gli anni '20 c'è una epidemia: 1720 peste -1820 colera -1920 spagnola -2020 coronavirus. Ma questo non è un argomento da social, la risposta andrebbe data da studiosi. Sta di fatto, comunque, che nel 1720 Marsiglia fu dimezzata con la peste, nel 1817/18 Vasto fu ridotta di un terzo.

Trecento anni fa  anche a Vasto si pregava per debellare il male. Lo riporta Diego Maciano nella sua "Cronaca":

20 agosto 1720

Venne passaparola che nelli confini della Sicilia Regno del­l'Imperatore si sentì il flagello di Dio della peste, e poi venne ordine secondo in tutti altri paesi di fare l'Esposizione del SS.mo per tre giorni, ed

Abruzzesi a Firenze: l'Avvocato Antonio Sangiovanni

Una interessante intervista del 1995. "Dopo l'8 set­tembre del '43, in tutto quello sconquasso - racconta Sangiovanni -  riparai  in Svizzera as­sieme a molti altri italiani; personaggi importanti come Amintore Fanfani, Dino Risi, Lui­gi Preti, Giorgio Strehler, Diego Valeri, Luigi Einaudi e altri". L'avvocato ricorda anche i suoi rapporti con Mattioli, di cui fu stretto collaboratore nella gloriosa Banca Commerciale Italiana. 

da VastoDomani gennaio 1995 

di GABRIELLA IZZI BENEDETTI

Da molti anni non avevo avuto l'occasione d'incontrare l'avv. Sangiovanni e sua moglie. D'altronde la vita a Firenze ci vede impegnati diversamente, i loro ritorni a Va­sto sono rari e

domenica 3 gennaio 2021

Nicola Galante: un vastese che ci onora

da VastoDomani aprile 2004

Artista di livello nazionale, fa  parte del "Gruppo i sei di Torino"


 di Gabriella Izzi Benedetti 

 Opportunamente, la pubblicazione Nicola Galante: Diario di un ebanista (ed. Il Torcoliere, 2003) su iniziativa del Comitato Premio Vasto d'Arte Contemporanea, ripropone opere e scritti dell'ebanista, appunto, e pittore vastese Nicola Galante (1883-1969) e giudizi critici sullo stesso, offrendoci

lunedì 21 dicembre 2020

Istituto Palizzi: 150° Breccia di Porta Pia, Vasto ricorda Antonio Bosco

La partecipazione all'evento della Società Vastese di Storia Patria
Anche un annullo postale per celebrare la figura del concittadino Antonio Bosco

Si è tenuto all’ITSET “F. Palizzi” di Vasto, un seminario storico in occasione del 150° della “breccia di Porta Pia”. Ad organizzare l’evento Vastophil associazione filatelica vastese che, attraverso l’edizione di un annullo postale, ha colto l’occasione per celebrare la figura del concittadino Antonio Bosco che perì in seguito a quei tragici eventi.

A delineare i tratti del particolare contesto storico l’intervento del gen. Rastelli, che ha saputo sintetizzare con grande competenza a 2 classi quarte dell’indirizzo economico la valenza politica di quei tumultuosi eventi militari e diplomatici attraverso mappe e documentazione fotografica.

Il presidente dell’associazione Vastophil Giuseppe Galasso ha poi illustrato con passione agli alunni del Palizzi la figura di Antonio Bosco per mezzo di un ricco corredo documentario e lo stesso ha inoltre sottolineato quanto la filatelia contribuisca a tenere traccia silente delle varie fasi storiche.

Prezioso e discreto l’intervento della prof.ssa Gabriella Izzi Benedetti, presidente della Società Vastese di Storia Patria, la quale ha sottolineato la valenza educativa degli studi storici per le nuove generazioni anche come investimento per l’avvenire.

Ad estendere i saluti dell’amministrazione comunale il saluto del vicesindaco Giuseppe Forte, assessore alla cultura. A coordinare l’iniziativa didattica il prezioso lavoro del Dirigente Scolastico prof.ssa Nicoletta del Re e del prof. Roberto Montanaro.

da www,piazzarossetti.it

venerdì 18 dicembre 2020

LOGGIA AMBLINGH: questa è la vera "CASA ROSSETTI" !

Foto archivio FP D'Adamo

 Spesso viene "venduta" come “casa natale di Gabriele Rossetti"  l’attuale edificio sulla Loggia Amblingh, oggi adibito ad Archivio Storico e Centro Studi Rossettiani. Ma in verità la "casa natale" del nostro poeta è quella che vedete nella foto, crollata nel 1919.   

Foto archivio Ida Candeloro
La vera “Casa Rossetti” occupava  tutto lo spazio della Loggia – non dava la possibilità dell’attuale passeggiata panoramica - e le sue mura addirittura partivano da sotto il muraglione che scende verso gli orti. Ma, come si diceva, nel 1919 l’imponente edificio non resse più e crollò. Ecco

giovedì 10 dicembre 2020

Inizio '900: una scrittrice inglese a spasso per l'Abruzzo

 Nel volume "In the Abruzzi" (1908) le impressioni di Anne MacDonell, assieme a 12 preziosi acquerelli di Amy Atkinson.  

Una scrittrice inglese a spasso per l'Abruzzo

 di Gabriella Izzi Benedetti 

Sono invitanti, lungo le stazioni di servizio autostradale Roma-Pescara, quei piccoli libri di Adelmo Polla editore, sull'Abruzzo. Rimasta però delusa da un primo acquisto, ho lasciato passare del tempo prima del secondo, rivelatosi invece piuttosto interessante. E cosi mi sono ritrovata a guardare l'Abruzzo d'inizio secolo attraverso gli occhi di una scrittrice inglese, Anne Macdonell

martedì 8 dicembre 2020

CASTELLI E FORTIFICAZIONI IN ABRUZZO FRA ORIGINE E DECADENZA

ROCCASCALEGNA
 
L'Abruzzo ha un notevole numero di opere fortificate e le ragioni sono riconducibili soprattutto al suo aspetto geografico e a ragioni storico-politiche.

L'aspetto geografico montuoso non ha favorito il formarsi di grossi agglomerati urbani, tenendo presente anche che in antichità le nostre coste, erano vittime delle invasioni barbariche.

La mancanza di città grandi, più sicure

venerdì 4 dicembre 2020

ECOLOGIA, necessario equilibrio ambientale: salviamo il verde per salvare noi stessi

 Ripubblichiamo un articolo sull'ecologia apparso su VastoDomani a novembre 1994. Sembra scritto ieri! 

di Gabriella Izzi Benedetti

Le agghiaccianti immagini che la televisione ci ha proposto nei giorni dell'alluvione in Piemonte e in Liguria, ci avvertono ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, dell'urgenza di prevenire simili disastri che si ripetono, tragici e puntuali, fra tante parole e tanto spreco di denaro pubblico. 

giovedì 3 dicembre 2020

Vasto nella storia: le origini della nostra città


da VastoDomani ottobre 2003

Vasto nella storia: le origini della nostra città
di Renata D’Ardes

Le origini della nostra città si perdono nel mito e nella leggen­da. Non è escluso che Va­sto sia stata fondata da Diomede, eroe greco che verso il 1170 a, C. sbarcò con la sua gente sulle coste dell'Italia Meridionale, fondando sul litorale adriatico diverse città fra le quali Histonium. Certo è che essa fu colonia greca, l'etimologia del suo nome lo dimostra,

mercoledì 2 dicembre 2020

LA STORIA DELLE NOSTRE FORNACI


Vasto Marina: Fornace Petrini Storto e Tenaglia (foto Nicola D'Adamo)

 

da VastoDomani gennaio 1997

Ad inizio Novecento due "moderni stabilimenti" a Vasto Marina

"Li fumande 

di li matune"

Ricostruzione storica del duro lavoro delle fornaci e dei vecchi metodi di produzione dei laterizi. Il fascino del più antico dei material da costruzione.

 di NICOLA D'ADAMO

 Le case di Vasto, come quelle di altre città che non disponevano di cave di pietra, sono state costruite per secoli con largo impiego di laterizi. Tanto che oggi negli interventi di recupero vecchi edifici è tornato di moda mostrare con orgoglio antichi mattoni faccia a vista di

sabato 28 novembre 2020

L'economia vastese di due secoli fa

Un territorio agricolo ricco di ogni ben di Dio per produzione di grano, olio, vino, aceto di qualità pregiate. Un commercio fiorente, via mare, di questi prodotti agricoli, in dire­zione Nord e Sud d'Italia. Un ottimo artigianato. Mal distribuita la ricchezza: pochi ric­chi e molti poveri costretti a sopportare il peso di tasse e balzelli vari. Soltanto qualche strada di difficile percorribilità sostituita da un buon traffico marittimo.

La realtà vastese di due secoli fa era enormemente diversa da quella attuale, cosa questa comune a tutt'Italia (e al mondo); ma, a differenza di alcune zone o città totalmente stravolte dagli eventi storico-economici, è possibile in Vasto rin­tracciare delle caratteristiche irrinunciabili che ancora oggi, in un tipo di società quasi opposta a quella

mercoledì 25 novembre 2020

Quando fu proposto di intitolare l'Ospedale di Vasto a Luigi Marchesani, il medico che l'ha fondato nel 1844

Prima dell’intitolazione del nostro Ospedale a San Pio si era sviluppato un ampio dibattito sul nome dell’uomo illustre a cui dedicarlo.  Alla fine fu scelto il Santo di Pietrelcina, ma  una delle proposte più accreditate era l’intitolazione allo storico Luigi Marchesani. In questo articolo pubblicato su Vasto Domani  a febbraio 2002,  prima della scelta definitiva,  Gabriella Izzi Benedetti  spiegava  le ragioni per cui conveniva intitolare l’Ospedale di Vasto a Luigi Marchesani, medico di professione,  con ampio curriculum,  che  di fatto ha  fondato il nosocomio vastese nel 1844.

(Da Vasto Domani febbraio 2002)
Chi ha paura di Luigi Marchesani ?
- Gabriella Izzi Benedetti -

 Strano caso quello di Luigi Marchesani che in alcuni ha provocato e provoca profonda ammirazione, in altri grande insofferenza.

Da vivo come da morto.

martedì 10 novembre 2020

PIETRO DI DONATO PER LA PRIMA VOLTA IN ITALIA NEL 1960 ...A ROMA SI TROVA "SPAESATO E CURIOSO"

I dettagli della visita sul "Corriere della Sera"

di LINO SPADACCINI

Scambiano per un disoccupato l’autore di Cristo fra i muratori”. È questo il curioso titolo a quattro colonne apparso sul Corriere della Sera del 16 aprile 1960, in occasione del primo viaggio in Italia di Pietro Di Donato.

CONTINUA SU NOIVASTESI

https://noivastesi.blogspot.com/2020/11/pietro-di-donato-per-la-prima-volta-in.html

 

domenica 1 novembre 2020

Verso il 50° di Carlo d’Aloisio: “Gli Abruzzi, Vasto e i Vastesi”





























riceviamo e pubblichiamo

Verso il 50° di Carlo d’Aloisio: “Gli Abruzzi, Vasto e i Vastesi” 

Per la ricorrenza della scomparsa del Maestro di Arte e Cultura (1892 - 1971), un ambizioso Progetto Civico, Artistico e Culturale partecipato, per far vivere le Opere del territorio e della comunità.

 A poco più di un anno dalla ricorrenza del 50° dalla scomparsa del Maestro di Arte e Cultura Carlo D’Aloisio da Vasto, si è messa in moto la macchina organizzativa per onorare questo importante appuntamento, dedicato ad un illustre figlio della nostra terra.

sabato 31 ottobre 2020

Gabriele D’Annunzio: aneddoti

Aspetti meno noti
della vita del Vate


di Gabriella Izzi Benedetti

D’Annunzio rimane, anche per i detrattori, una delle maggiori figure, e più singolari, a cavallo fra ‘800 e ‘900, interpretando nel bene e nel male le aspirazioni della sua generazione; con opere che hanno caratterizzato un intero periodo letterario, influenzando anche letterature d’oltralpe.

mercoledì 28 ottobre 2020

LE ORIGINI DI HALLOWEEN

In prossimità di Halloween, festa quest’anno, immagino, ridotta al minimo per ovvie ragioni di pandemia, recupero un articolo pubblicato nel dicembre 2005 su VastoDomani e mi accorgo che all’epoca, quando Halloween dilagò come festa “pagana” coincidente con un tempo di nostra spiritualità improntata al raccoglimento e alla memoria, il dubbio sull’opportunità di mutuare dagli Stati Uniti una usanza fatta ad uso e consumo del consumismo, appunto, era forte.

Col passare degli anni ci siamo resi conto che

lunedì 26 ottobre 2020

Il brigantaggio in Abruzzo nel XVI secolo

di Renata d’Ardes

Da Vasto Domani settembre 2002

Nel periodo napoleonico in Italia vengono introdot­te misure amministrative e poliziesche per affronta­re le conseguenze sociali dei mutamenti economici e istituzionali. E' signifi­cativo, per fare un esem­pio, che dopo l'occupazione francese il termine "brigantaggio" cominci ad es­sere impiegato per allude­re alle forme di "resisten­ze e disturbo collettivo". Più in generale, la forma­zione della società borghe­se comporta un graduale incremento delle funzioni e dell'azione

mercoledì 21 ottobre 2020

QUANDO ROSSETTI SCAPPO' DA NAPOLI TRAVESTITO DA UFFICIALE DELLA MARINA INGLESE

Traggo questi brani da un articolo da me casualmente rinvenuto, apparso nel lontano 4 novembre 1928 su “Il Vastese d’oltre oceano”
L’articolo “Il segreto di D.G. Rossetti. Il suicidio di Lizzie Siddal” non è firmato, è molto lungo, trattando più aspetti della vita dei Rossetti. 

Nella prima parte si sofferma su Gabriele: “Commemorazioni, conferenze, pubblicazioni; il centenario della nascita di Dante Gabriele Rossetti non è stato dimenticato in Inghilterra ed è una gradevole sensazione, indubbiamente, per noi Italiani, assistere alle celebrazioni di un Italiano che divenne un grande poeta e un grande artista inglese, grazie alla Regia Marina Britannica. 

Così è: Gabriele Rossetti, il padre di Dante Gabriele, poeta anch’egli ed erudito di valore non comune, uno dei costituzionalisti napoletani del ’21, dopo la restaurazione borbonica appoggiata dalle baionette austriache, era ricercato dalla polizia. Fu salvato, romanticamente, dall’ammiraglio Sir Graham Moore, il quale era a Napoli con una squadra britannica. L’ammiraglio, accompagnato da un altro ufficiale, scese a terra portando seco una uniforme per Gabriele Rossetti; il quale così travestito da ufficiale della Marina inglese, poté rifugiarsi a bordo dell’Ammiraglia. Fu sbarcato a Malta dove rimase quattro anni; nel 1825 venne a Londra e si sposò e fu nominato professore di Lettere italiane al King’s College (Università di Londra). 

Ebbe quattro figli:

sabato 26 settembre 2020

Grande successo di "Ecologia e Poesia" della prof. Izzi Benedetti


Ieri pomeriggio presso i Giardini d’Avalos evento culturale di grande interesse dal titolo “Ecologia e Poesia – L’amore per la Natura che salva il Mondo”, proposto dalla Società Vastese di Storia Patria. Un tema più che mai attuale, che era stato proposto alle scuole ad inizio anno prima del lockdown.

Il testo della Presidente prof. Gabriella Izzi Benedetti è un excursus che parte dai tempi antichiper ripercorrere lo stretto rapporto fra poesia, letteratura, filosofia ed ecologia.

Si parte da 2500 anni fa, in un’antitesi fra

Conferenza: solo l'amore per la natura può salvare il mondo


 Sabato, 5 settembre 2020 ore 18, appuntamento con la prof. Gabriella Izzi Benedetti presso i Giardini d’Avalos. Si parlerà di “ECOLOGIA E POESIA – l’amore per la Natura che salva il Mondo”.

L’evento,  organizzato dal Comune e dalla Società Vastese di Storia Patria, 

VIDEO: una serata su Rossellini a Palazzo d'Avalos

 
Sabato 29 agosto Gabriella Izzi Benedetti ha presentato presso i Giardini di Palazzo d’Avalos il suo volume “OLTRE IL NEOREALISMO – Arte e vita di Roberto Rossellini in un dialogo con il figlio Renzo” edito da Pagliai. L’evento promosso e organizzato dal Comune di Vasto e la Società Vastese di Storia Patria ha avuto come relatori Stefano Sabelli regista e Federico Gentilini Avvocato coordinatore EDUCALS. Presente l’autrice. Nel libro Renzo Rossellini, regista, produttore, docente di cinema, impegnato politicamente, racconta con spontaneità e immediatezza di sé, del rapporto con il padre, si immerge in ricordi personali e collettivi, e li affida alla scrittrice. Altri personaggi sono testimoni e partecipi: fra gli altri Marcella De Marchis e Isabella Rossellini. Dell’interessante serata - di cui proponiamo la visione dell’intero video – un aspetto è stato sottolineato a più riprese. La figura di Renzo Rossellini che si eleva tra i personaggi più importanti della cultura italiana del ‘900.

OLTRE IL REALISMO: Arte e vita di Roberto Rossellini nel nuovo libro di Gabriella Izzi Benedetti


COMUNICATO STAMPA

GABRIELLA IZZI BENEDETTI PRESENTA “OLTRE IL NEOREALISMO - ARTE E VITA DI ROBERTO ROSSELLINI IN UN DIALOGO CON IL FIGLIO RENZO”
Sabato 29 agosto 2020 alle ore 18:00 è in programma presso i Giardini di Palazzo d’Avalos la presentazione del volume “OLTRE IL NEOREALISMO – Arte e vita di Roberto Rossellini in un dialogo con il figlio Renzo” di Gabriella Izzi Benedetti.
L’evento promosso e organizzato dal Comune di Vasto e la Società Vastese di Storia Patria prevede

Il dramma della Passione di Cristo tra esordi del Cristianesimo e Rinascimento. Il ruolo dell’Abruzzo.

di Gabriella Izzi Benedetti  Le testimonianze di drammi sulla Passione di Cristo nei primi secoli del cristianesimo sono scarse; era privile...