giovedì 8 luglio 2021

Ricordo: Intervista a Remo Gaspari cittadino onorario di Vasto (2010)

 

Vasto 3 luglio 2010: conferita la cittadinanza onoraria a Remo Gaspari
Il sindaco Lapenna consegna le chiavi della città

Il 3 luglio 2010 (un anno prima della scomparsa) a Remo Gaspari fu conferita la cittadinanza onoraria.

Nell'occasione Vasto Domani ha pubblicato una lunga intervista all'uomo politico a firma di Gabriella Izzi Benedetti, che tocca temi ancora molto attuali.
Ripubblichiamo l'intervista in forma integrale.

Remo Gaspari: Cittadino Onorario di Vasto
Intervista di Gabriella Izzi Benedetti

E'un piacere discorrere con l'onorevole Gaspari, ha un linguaggio chiaro, diretto, con rara capacità di sintesi, lontano dalla fumosità spesso presente nel linguaggio politico, e, del resto, è parte della sua natura la chiarezza, l'equilibrio che lo pone, oggi, non solo testimonianza obiettiva di eventi, ma personaggio in grado di incidere con la sua lunga esperienza nel contesto attuale, vivendo egli profondamente la questione politica e sociale.
Dalle esperienze belliche, arruolato nella seconda guerra mondiale dal '41 al '44, alla laurea in giurisprudenza a Bologna, all'iscrizione alla DC nel '44, la vita di Remo Gaspari si è svolta tutta all'insegna dell'impegno civile, in un'assunzione di responsabilità mai disattesa durante svariati mandati, sia come Deputato già dalla prima legislatura (rieletto ininterrottamente fino alla fine della prima Repubblica), sia come Ministro di vari dicasteri ,16 volte. Tra le onorificenze quella di Cavaliere di Gran Croce Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Un personaggio dunque che si distingue fin dalle prime battute, partecipando da esterno ai lavori per la stesura della Costituzione in qualità di dirigente molto qualificato della DC, vicesegretario e poi segretario politico: "Vede" spiega "all'epoca non c'era un vertice che decideva come fa ora Berlusconi, ma una collettività politica che lavorava molto, e a tutti i livelli, e alla fine presentava a livello nazionale le conclusioni. Questa era la democrazia vera che adesso si è spenta, per il momento".

E oggi, questa volontà di stravolgere la Costituzione, è giustificata?

Ci sono due aspetti. Primo: la Costituzione ha bisogno di ritocchi marginali, non grandi cose, poiché è stata fatta molto bene, avveniristica direi in quanto ha previsto bene il futuro; secondo: la questione del lavoro; c'è una realtà, una economia che oramai fa parte dell'economia mondiale, cioè riguarda Cina, Giappone, est europeo, dove il salario è molto basso il che crea a livello mondiale una concorrenza che penalizza i paesi considerati tradizionalmente industriali, quindi una politica nuova che affronti l'aspetto finanziario, industriale e il rapporto con i lavoratori ai quali si chiede una produttività maggiore e un salario compatibile con un livello mondiale con il quale confrontarci; salario però tale da consentire una vita decorosa.
Lo sforzo maggiore va riferito ai costi della finanza che devono essere ridotti e alla tecnologia occidentale che deve difendersi con tecnologie mirate e organizzazione industriale. Investimenti solidi, visione aggiornata di produzione e economia. Ritengo, riferendoci a recenti fatti nel napoletano sull'Alfa Romeo, che la politica di Marchionne con la visione che ne ha dato Bonanni, possa essere giusta. Bonanni è un abruzzese di Bomba, un sindacalista moderno che guiderà, a mio avviso, la trasformazione del sindacalismo rinnovando il rapporto sindacato-capitale, poiché la CGIL è ancora ferma al concetto di contrapposizione lavoro-capitale; se lavoro e capitale non collaborano non possiamo affrontare l'aggressività dei paesi emergenti. Beninteso con il rispetto dei molti diritti che la CISL ha preservato. La CGIL, specie nella sua ala estrema, la FIOM, è troppo tetragona e con questa mentalità non si va da nessuna parte.

Parliamo della cittadinanza onoraria vastese, che l'amministrazione Lapenna le conferirà. Vasto ha tardato un po'.

Sicuramente ne sono lieto. Ne ho collezionato parecchie nel tempo. Sa dove ho avuto la prima cittadinanza onoraria? Nel '66, in Lombardia, a Varzi, nell'Oltrepò pavese, dal sindaco prof. Giovanni Azzaretti, direttore sanitario del mitico policlinico universitario San Matteo. Da una di quelle regioni che giudicano i meridionali gente inaffidabile.

A proposito di meridionali, questa Lega...

Io giudico Bossi uno che approfitta di basse situazioni che ci sono in Nord Italia, soprattutto la questione degli immigrati e dei problemi che derivano da una situazione che va oltre e che lui abilmente sfrutta traendone gran consenso; è così che ha costruito un partito. Ma contrariamente a quanto si pensa non avrà vita molto lunga, lui adesso ha il problema dì trasferire maggiori risorse finanziarie togliendole al Sud. Problema difficile poiché si teme nel mondo politico, anche berlusconiano, la reazione del sud. Ecco le difficoltà nascoste che incontra il governo, ecco i giochetti e i giochettini che fa Bossi cercando di agganciare anche l'opposizione, costringendo Berlusconi a fare come dice lui, in base allo spettro di ciò che è già avvenuto nel '96.

E intanto continua lo stillicidio del vilipendio, della denigrazione dell'Italia.

E certo, quest'uomo mira a spaccare l'Italia, tutto quello che gli capita a tiro gli va bene. In ciò, in tre grandi regioni c'è l'apporto dei berlusconìani, questo è il problema, l'unica è modificare la legge elettorale per dare modo ad altre forze politiche di emergere, forze che esistono ma sono contrastate da una legge che pone un aut aut fra destra e sinistra creando forte conflittualità. Io prevedo che prima della fine di questa legislatura questa legge verrà modificata perché sarà possibile con i finiani formare una maggioranza alternativa a quella di Berlusconi. Per fare questo Fini si dovrà difendere da questa legge elettorale e a lui si agganceranno tutti quelli che si sentono minacciati dalle future scelte di Berlusconi.

Un nuovo centro con mentalità diversa

Sì, un centro diverso che riduca notevolmente il ruolo di Bossi e della Lega. E' questo l'augurio.

Per quanto riguarda la ricostruzione dell'Aquila, propagandata come splendida e che ora viene vista nella sua realtà carica di pecche, cosa ne pensa?

Vede, è successa una cosa molto strana, all'inizio le cose andavano bene; io inizialmente ho dato consigli e sono stati seguiti portando a buoni risultati, in seguito ho dati consigli sulla ricostruzione e sviluppo, indicando agli amministratori ciò che ho fatto quando sono stato chiamato a risolvere molti problemi nazionali; tenga presente che sono un esperto di emergenze e che ho seguito e risolto disastri, a parte il Friuli, a cominciare dall'alluvione del '66 a Firenze e zone del Nord; e poi il terremoto del Belice per la prima parte, gestita a livello nazionale e che andò benissimo, ma lei sa, la Sicilia è regione autonoma e la gestione passò in mani regionali, e il risultato fu pessimo; poi l'alluvione in Valtellina, calamità di gravissimo peso, dove fui accolto malissimo all'inizio e in seguito portato alle stelle. Pensi che il 17 luglio andrò, nonostante i miei non verdi anni, alla ricorrenza dell'evento, sono stato costretto ad accettare l'invito, e anche lì sarò cittadino onorario dì tutti i luoghi della valle e avrò grandi onorificenze. Ebbi riconoscimenti nell'86, per i 20 anni dall'alluvione a Firenze, dal sindaco Bargellini. Ma tornando a noi, in un secondo tempo tutto quello che ho suggerito sulla ricostruzione dell'Aquila e dell'aquilano è stato disatteso e la situazione è andata deteriorandosi.

Eppure lei aveva molta fiducia nel governatore Chiodi.

Il fatto è che Chiodi è obbligato a fare una politica non sua, ma ciò che gli impongono quelli del partito a cui appartiene e che stanno attuando una politica vecchia, negativa e che porterà solo danni alla regione Abruzzo. Gli interessi sono altri; si vede che l'ottica è cambiata. Io non voglio entrare in merito a questioni che esulano dal contesto aquilano, ma un atteggiamento del genere è incomprensibile per me che ho impostato la vita nel rispetto dei benefici della collettività. Pensi che io in tutte le campagne elettorali concludevo con questa frase: "Tutti quelli che ritengono che la mia azione di governo abbia prodotto un progresso per l'Abruzzo mi diano il voto, da chi non è di questo parere il voto non lo voglio" Cioè chiedevo un voto in base ai fatti, non solo per l'ideologia. Pensi che l'Abruzzo dal 78 al '92 ha prodotto maggiore ricchezza della Lombardia, è stato il numero uno, registrando due punti più della Lombardia nell'accrescimento del reddito prò capite. Per 14 anni è stato in testa alle regioni del mezzogiorno d'Europa, la 2a regione distante da noi 12 punti, 92%, era Lisbona Valle del Velio, che era a 80. Ora la regione di Lisbona è oltre 110 e noi sotto 90.

E allora cosa possiamo fare?

Cambiare politica, evidentemente in Abruzzo ai vertici c'è gente incapace di rappresentare gli interessi veri della regione. Ai miei tempi eravamo molto forti in Parlamento. Gente come Nenna, Tancredi, De Cinque, avevano cariche e autorità. Eravamo presenti al governo anche con tre ministri, e gestivamo noi l'attività dell'agenzia del mezzogiorno, c'era anche Sedati. In Europa per oltre 15 anni è stato vicepresidente Lorenzo Natali, un politico di prim'ordine, tanto che la Comunità europea gli affidò le trattative per l'ingresso di Grecia, Portogallo e Spagna nella Comunità; un Abruzzo forte in Parlamento, fortissimo al governo, forte in Europa. Adesso siamo quelli che mettono soltanto la palla bianca o nera nell'urna secondo gli ordini che dà il gruppo. Chi poi non conta niente a livello nazionale viene qui da noi a fare il gigante con le decisioni rovinose che abbiamo già commentato.

Riguardo all'Abruzzo la storia delle trivellazioni, alla luce del disastro americano non sarebbe da rivedere? Ci sono scienziati italo americani che sono molto critici a riguardo. E poi il nucleare …


Si tratta di problemi tecnici che non conosco e dunque non mi pronuncio. Riguardo al nucleare certo ci vorrebbero adeguate garanzie, anche se abbiamo non distante da noi, in Francia, il nucleare e ricorderà che il disastro della Russia ci ha coinvolti. Il fatto è che dobbiamo essere concorrenziali con gli altri paesi per vendere i nostri prodotti. La questione riguarda l'abbattimento dei costi dell'energia, se paghiamo l'energia elettrica il 30% in più capisce che la questione non regge. Sull'energia pulita io sono favorevole. Forse pochi sanno che in Cupello negli anni '80 ho realizzato un centro solare spendendo 17 miliardi. E' sempre in funzione. Ho aiutato anche molto l'ingegner Scutti di Altino, l'artefice dello sfruttamento del vento e che continua il suo lavoro. A volte ci sono troppe opposizioni, Legambiente si lamenta perché le pale coliche sciupano l'ambiente; ha ragione, ma dobbiamo scegliere, a tutti piacciono i bei panorami ma si deve pur rinunciare a qualcosa per l'energia pulita. Comunque l'Abruzzo ha fatto molto, se tutte le regioni avessero fatto uguale oggi saremmo a buon punto.


Quali regioni sono state le più distratte?

Quelle del Nord.

Abruzzo di ieri e di oggi, quali differenze?

Negli anni '50, quando ho incominciato a occuparmi del nostro territorio, sembrava di Essere al tempo di Omero, la prov. di Chieti con una popolazione di 470.000 abitanti viveva di agricoltura producendo un dodicesimo di quello che produce oggi. Infatti appena aperte le frontiere tutti i giovani con buone braccia emigrarono, compreso mio padre, a fine '800.

E pensare che una certa letteratura sostiene che il sud è rifiorito dopo l'Unità d'Italia!

Quando mai! Piuttosto è stato impoverito, lei saprà come anche i proventi degli emigranti inviati alle famiglie erano in gran parte distratti a favore delle industrie del Nord. Era oro, un fiume d'oro che entrava in Italia.

E non solo; il Sud concorse con una somma ingentissima dopo l'unità, a favore della nuova nazione; mio padre in una sua conferenza parla di mezzo miliardo di pezzati nel totale dei 700 milioni che il Regno d'Italia riuscì a riunire dagli antichi stati della penisola. I meridionali accettarono il debito pubblico totale, di gran lunga superiore al loro proprio che era di 26 milioni, il che dette una bella mazzata alla economia del mezzogiorno.

E certo, questa è la verità, ed è bene che non venga dimenticata, mai.

Un'ultima domanda: dall'alto della sua esperienza quali consigli darebbe a un giovane che vuole entrare in politica?

Vede, un politico si deve impegnare prima nella professione, perché deve vivere del suo lavoro; io ho finanziato per 10 anni la mia attività politica, dal '44 al '53. E non erano spese irrilevanti; nel 1948 ho fatto, a voce nuda perché all'epoca non c'erano microfoni, 172 comizi, ho percorso 35000 Km con la mia balilla 4 marce, ho consumato 5 treni di gomme (un treno di gomme non durava più di 56mila Km, li compravo di contrabbando a Pescara), l'ultima sera di campagna elettorale, a Vasto, a fianco di Spataro, la mia macchina ha tirato le cuoia, e ho dovuto rifare il motore. Chi vuole impegnarsi politicamente non deve dipendere economicamente dalla politica, perché altrimenti, per opportunità, finisce per abbracciare quello che gli conviene, anziché fare ciò che conviene al cittadino; si deve dedicare con grande passione alla politica ma vivendo sempre in mezzo alla società civile, rappresentandola in ogni occasione. Il politico vero, come sono stato io, deve rappresentare non la propria volontà ma quella della gente che dà la forza politica; in questo modo ho potuto lavorare per l'Abruzzo ma anche per l'Italia.

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